Giornale Brescia 4-3-90

Tracce mentali e fare artigiano di giovani “post”

Grandi pannelli a carboncino e grafite compongono un ciclo della “memoria” che Piero Tramonta (Bovezzo, 1951) ha presentato all’Happening Art Gallery di via delle Battaglie, sul filone di un “visionarismo maledettista”, dove i pittori dell’immaginario incontrano i fantasmi dell’inconscio surrealisti ed i furori espressionisti. Ha un segno turbinoso e accanito, Tramonta, che addensa vapori densi e rabbiosi da cui affiorano volti e maschere inquietanti: sempre si ha un senso di scorrimento, di rapporto dinamico, aggressivo e violento con i « mostri» che s’agitano nell’oscuro psichico. C’è il simbolismo dell’albero della vita, sul cui tronco s’apre una ferita, e c’è la massa «frondosa» delle ossessioni da cui affiora sempre l’autoritratto tormentato dell’artista tra segni che paiono frustate laceranti. Un esercitarsi su se stesso con accanimenti da selvaggio tedesco.

ghisladan

Articoli correlati

Lascia un commento

Read also x